Come il cervello controlla la fluenza del discorso

 

 

DIANE RICHMOND

 

 

NOTE E NOTIZIE - Anno XXIII – 27 giugno 2026.

Testi pubblicati sul sito www.brainmindlife.org della Società Nazionale di Neuroscienze “Brain, Mind & Life - Italia” (BM&L-Italia). Oltre a notizie o commenti relativi a fatti ed eventi rilevanti per la Società, la sezione “note e notizie” presenta settimanalmente lavori neuroscientifici selezionati fra quelli pubblicati o in corso di pubblicazione sulle maggiori riviste e il cui argomento è oggetto di studio dei soci componenti lo staff dei recensori della Commissione Scientifica della Società.

 

 

[Tipologia del testo: RECENSIONE]

 

La fluenza dell’eloquio dipende da una funzione cerebrale consistente nel monitoraggio dei suoni auto-prodotti e delle sensazioni provenienti dagli organi fonoarticolatori e nell’aggiustamento dei comandi motori in tempo reale. Nonostante i numerosi studi in questo campo, siamo ancora lontani da una precisa conoscenza delle basi neurali di questo processo e, dunque, lo studio di Muge Ozker e colleghi, che ha indagato con successo tali basi, costituisce sicuramente un lavoro rilevante non solo per i cultori dello specifico settore, ma più in generale per tutti coloro che sono interessati alla fisiologia cerebrale.

I ricercatori hanno combinato un paradigma classico (fluency-disrupting paradigm) e il feedback uditivo ritardato (DAF, da delayed auditory feedback) con le metodiche di acquisizione di neuroimmagini strutturali e funzionali. Questo approccio multimodale ha rivelato che, mentre l’elaborazione DAF in condizioni ordinarie è dovuta a una rete lateralizzata a destra, nel caso di individui più suscettibili ad alterazioni del flusso, si rilevano accentuati reclutamenti di regioni di monitoraggio dell’emisfero sinistro.

Ozker e colleghi hanno anche rilevato che le connessioni più forti nella sostanza bianca telencefalica tra regioni uditive del linguaggio e regioni somatosensoriali del linguaggio predicevano una migliore fluenza e una più grande resistenza.

I risultati di questo lavoro costituiscono un resoconto su base anatomica del controllo senso-motorio durante la produzione verbale, offrendo una nuova conoscenza circa le ragioni che rendono alcune persone più vulnerabili alla perdita di fluenza e, più in generale, forniscono una nuova nozione per comprendere la fisiopatologia dei disturbi disfemici.

(Ozker M. et al., Individual differences in speech monitoring: Functional and structural correlates of delayed auditory feedback

. Proceedings of the National Academy of Sciences USA – Epub ahead of print doi: 10.1073/pnas.2530123123, 2026).

La provenienza degli autori è la seguente: Max Planck Institute for Psycholinguistics, Nijmegen (Paesi Bassi); Donders Institute for Brain, Cognition and Behaviour, Radboud University, Nijmegen (Paesi Bassi); Institute for the Interdisciplinary Study of Language Evolution, University of Zurich, Zurich (Svizzera); Department of Psychiatry, Brain Health Institute, Rutgers University, Piscataway, NJ (USA); Brain Connectivity and Behavior Laboratory, Sorbonne Universities, Paris (Francia); Department of Psychology, School of Human and Community Development, University of the Witwatersrand, Johannesburg (Sud Africa).

La produzione del linguaggio verbale, per la sincronia fine degli atti motori che la compongono, richiede un feedback sensoriale che, pur essendo in tesi generale un meccanismo di controllo che regola ogni azione, è in questo caso un processo di alta intensità e precisione. L’efficacia della regolazione retroattiva dipende dal continuo auto-monitoraggio che assicura la perfetta corrispondenza tra memorie verbali memorizzate corrispondenti allo scopo comunicativo e i suoni effettivamente prodotti. Il DAF (delayed auditory feedback) o feedback uditivo ritardato rompe questo allineamento e altera la fluenza dell’eloquio, fornendo un potente strumento per indagare il controllo sensomotorio.

Ozker e colleghi hanno combinato due tecniche della metodica di risonanza magnetica nucleare (RMN o MRI), ossia la fMRI (functional magnetic resonance imaging) e la DW (diffusion weighted MRI), per studiare il cervello di 31 volontari nel corso dei compiti sperimentali necessari allo studio del controllo sensomotorio della produzione verbale. I partecipanti dovevano eseguire un compito di produzione di parole in 2 condizioni diverse: con un feedback ritardato (DAF) e con un feedback immediato (no-DAF).

Tutti i partecipanti rallentavano il loro eloquio sotto effetto DAF, ma l’estensione di questo effetto variava da una persona all’altra, e poteva essere quantificato impiegando la misura di un indice di suscettibilità.

Al livello di gruppo, DAF ˃ no-DAF induceva un’accresciuta attivazione in una rete neuronica a lateralizzazione destra, comprendente il giro temporale superiore, il giro sopra-marginale, il giro frontale inferiore, l’area motoria supplementare e il cervelletto di sinistra.

L’incorporazione delle differenze individuali ha rivelato che la suscettibilità più alta era associata con una maggiore attivazione nelle omologhe aree motorie del linguaggio dell’emisfero sinistro e un maggiore volume del segmento lungo di destra del fascicolo arcuato, un importante fascio di connessione della sostanza bianca telencefalica che collega le aree uditive alle aree motorie del linguaggio.

Questo pattern suggerisce che la suscettibilità riflette un aumentato reclutamento di risorse neurali e un basarsi maggiormente sull’accoppiamento uditivo-motorio. In contrasto, la resistenza era associata a un maggiore impegno bilaterale del giro angolare e una più alta densità di fibre nella parte posteriore destra del fascicolo arcuato, che collega le regioni uditive e somatosensoriali del linguaggio.

I risultati di questo studio indicano che la capacità di resistere alle perturbazioni del meccanismo di regolazione dell’eloquio è supportata da un circuito temporo-parietale posteriore che efficientemente integra il feedback sensoriale multimodale. Prese insieme, tutte le evidenze emerse legano le dinamiche funzionali con la connettività strutturale sottostante, rivelando come una rete neuronica localizzata a destra supporta il controllo della produzione verbale, indicando la base delle differenze individuali nella suscettibilità alla perdita della normale fluenza del discorso.

 

L’autrice della nota ringrazia la dottoressa Isabella Floriani per la correzione della bozza e invita alla lettura delle recensioni di argomento connesso che appaiono nella sezione “NOTE E NOTIZIE” del sito (utilizzare il motore interno nella pagina “CERCA”).

 

Diane Richmond

BM&L-27 giugno 2026

www.brainmindlife.org

 

 

 

 

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